sedeAssemblea(Bologna, 13 gennaio 2016) Un bando dell’UE da cogliere, con un progetto in tema di parità per superare gli stereotipi di genere nell’istruzione, formazione e luoghi di lavoro, con protagonisti realtà locali emiliano-romagnole e svedesi in collaborazione con l’Assemblea legislativa, nell’ambito di attuazione della Legge quadro 6/2014. L’obiettivo è mitigare il fenomeno che gli esperti chiamano “segregazione di genere”, ossia l’assoluta prevalenza di donne nei settori occupazionali del welfare (ad esempio nell’assistenza di disabili e anziani) e dell’educazione infantile, individuando soluzioni innovative sia per l’impiego sia per l’orientamento professionale. Di questo abbiamo parlato oggi in commissione Parità e Diritti delle Persone, nel corso di una audizione sull’attività di Sweden Emilia-Romagna Network (Sern), la rete di collaborazione bilaterale nata nel 2005 per favorire lo scambio di buoni prassi e conoscenze.

persone2In tema di partecipazione europea l’Assemblea dell’Emilia-Romagna, con l’annuale Sessione europea, ha da tempo consolidato buone prassi per contribuire con proposte e indirizzi alla formazione del diritto dell’Unione. Quello che ci preme è rendere questa partecipazione sempre più operativa e strutturata sfruttando occasioni di progettualità europea che potrebbero vederci protagonisti. La nostra ambizione è arrivare ad un coordinamento anche con altre realtà che operano in ambito internazionale (come il network Women of Mediterranean East and South European) per rendere sempre più forte l’azione regionale in tema di parità e diritti. Offrire il contributo della Commissione, per quanto di nostra competenza, a un progetto europeo sugli stereotipi di genere in campo occupazionale, coinvolgendo realtà locali emiliano-romagnole e svedesi, è una pista di lavoro da approfondire. Sarebbe una delle prime azioni con un ritorno diretto, anche in termini economici, sui territori.

La rete – ha spiegato il coordinatore di Sern, Nicola Catellani – conta oggi 55 membri, per metà, circa, emiliano-romagnoli (tra enti pubblici e qualche ente privato del terzo) e per l’altra metà svedesi. Dal 2005 a tutto il 2015, Sern ha realizzato 103 attività e progetti cofinanziati dall’Unione europea per un totale di 5,46 milioni di euro. Un nuovo bando dell’Unione europea, con scadenza a maggio, che invita a presentare progetti transnazionali per promuovere le buone pratiche su ruoli di genere e superare gli stereotipi di genere nell’istruzione, formazione e luoghi di lavoro – ha riferito Catellani – rientra nel programma di lavoro del network italo-svedese.