Roberta

(Bologna, 27 gennaio 2014) “Saremo alla Camera mercoledì, per portare il nostro contributo a supporto della parità delle elette” – questo l’annuncio di Roberta Mori, coordinatrice nazionale degli organismi di pari opportunità regionali che, a nome delle colleghe presidenti, aveva chiesto di essere ascoltata dal presidente della Commissione Affari costituzionali sul testo di legge elettorale in discussione. L’incontro col presidente Francesco Paolo Sisto è stato fissato il 29 mattina e in quella sede il coordinamento nazionale sosterrà la necessità di strumenti efficaci diretti a garantire non solo la presenza delle donne in lista ma anche la loro eleggibilità, senza intralciare il percorso verso la riforma, ma neppure senza rinunciare ad affermare un principio di civiltà. 

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Il nostro obiettivo è quello di molte parlamentari impegnate in Aula, cioè dare al nuovo sistema elettorale, attraverso il riequilibrio di genere, la qualità democratica di una partecipazione necessaria per stare al passo coi tempi e cambiare davvero l’Italia attuando la Costituzione. Siamo fiduciose in un esito positivo non soltanto per la rappresentanza parlamentare,  in quanto dopo questa riforma anche le Regioni dovranno coerentemente declinare il proprio sistema elettorale sul principio della democrazia paritaria.

Leggi comunicato del 24 gennaio: Appello alle Parlamentari, NO a riforma contro le donne(Bologna, 24 gennaio 2014) “Al di là delle legittime posizioni sul merito della legge elettorale, sui presupposti e gli effetti rispetto agli obiettivi di governabilità e rappresentatività delle forze politiche – dichiara la coordinatrice nazionale Roberta Mori (presidente Commissione Parità della Regione Emilia-Romagna) – vi è un punto su cui non vi può essere mediazione: il riequilibrio di genere nella rappresentanza istituzionale.” Dopo l’appello di pochi giorni orsono e visto il testo depositato alla Camera, la Conferenza nazionale delle presidenti degli organismi di pari opportunità regionali rilancia le proprie posizioni sulla riforma elettorale.

“La democrazia paritaria costituisce un necessario avanzamento della qualità della democrazia che non può essere ancora una volta disatteso da soluzioni ambigue. Lo stesso art. 51 della Costituzione prevede condizioni di eguaglianza nell’accesso alle cariche elettive, il che significa non soltanto parità nella composizione delle liste ma anche meccanismi puntuali che favoriscano la parità di elette. Confidiamo dunque nella responsabilità delle forze politiche ed in particolare nel ruolo delle parlamentari, affinché non sia votata una riforma elettorale contro le donne. Tra l’altro, l’esito del percorso di riforma elettorale non qualificherà solo la capacità di rinnovamento istituzionale del governo centrale del Paese, ma condizionerà necessariamente l’approccio delle Regioni nel declinare il proprio sistema elettorale.”