Cervi_28dic13(Gattatico, 28 dicembre 2013) Prima il ricordo solenne al Poligono di Tiro di Reggio Emilia dove furono fucilati, poi l’incontro all’Istituto Cervi di Gattatico dove si è fra l’altro inaugurata la mostra “I Cervi, una storia che resiste. Arte per un museo della coscienza”. Così abbiamo celebrato il 70° anniversario dell’eccidio dei sette fratelli Cervi e di Quarto Camurri, alla presenza dei rappresentanti istituzionali reggiani e con la partecipazione della vicepresidente della Regione Simonetta Saliera e del presidente ANPI nazionale Carlo Smuraglia. Protagonista della giornata la memoria che non muore né sbiadisce, grazie alla perenne attualità di scelte come l’antifascismo, la libertà e la solidarietà, compiute da persone normali in momenti cruciali della storia; grazie anche alla volontà di quanti continuano a promuovere luoghi come l’Istituto e il Museo Cervi, valorizzando storie individuali e collettive della Resistenza.

fotoCervi_28dic13Come ci ha ricordato l’assessora Saliera, Alcide Cervi e i suoi figli erano semplici contadini che, al contrario di molti altri di “elevata” classe sociale, seppero dire no alle violenze e ai soprusi e scegliere la dignità, la pace e la giustizia. Per questo coraggio morirono ma dimostrarono che “dopo un raccolto ne viene un altro”: la democrazia è un campo che dà buoni frutti a patto che venga sempre coltivato e curato. Quella dei giovani Cervi e di tanti uomini e donne fu la Resistenza non armata che al pari della lotta partigiana contribuì alla Liberazione, ai princìpi fissati nella nostra Costituzione e al successivo sviluppo democratico, economico e sociale del Paese. Nelle toccanti parole del presidente Smuraglia il ricordo dei protagonisti della Resistenza si fa monito contro chi, oggi, vorrebbe cancellarne i valori e rendere sterile il terreno della democrazia.