(Bologna, 22 ottobre 2013) Concordo con gli amministratori locali e gli operatori che in questi giorni stanno chiedendo una diversa interpretazione della legge regionale 4 del 2013 nei riguardi dei mercatini del riuso. Una posizione che ho maturato a seguito di una serie di incontri svolti nelle scorse settimane in territorio reggiano e che ho tradotto in una precisa richiesta di ripensamento all’assessorato competente.

mercatinoHo votato quella legge con convinzione in quanto l’attività hobbistica richiedeva e richiede regole più stringenti per evitare abusi da parte di alcuni, a maggior ragione in un periodo di crisi così difficile in cui non si può scaricare solo sui commercianti un peso fiscale eccessivo; ma al tempo stesso è impensabile mettere sullo stesso piano le attività di lucro puro e semplice con quelle di mercati e festival del riuso e del riciclo che hanno finalità educative e ambientali prioritarie. Il riferimento è a direttive europee che impongono il riutilizzo di beni e materiali nell’ambito della strategia generale di riduzione dei rifiuti, l’ultima recepita dall’Italia con il Decreto Legislativo n°205 del 3 dicembre 2010. Sottolineo anche le finalità sociali legate al riuso che sono di grande rilevanza per le nostre comunità, finalità che la Regione ha il dovere di sostenere e non certo di ostacolare. Per questi motivi, grazie all’attenzione al tema da parte dell’assessore competente, si verificheranno gli spazi di manovra nell’ambito della normativa, per rendere protagonisti i Comuni nella decisione finale di promuovere e salvaguardare le iniziative con le caratteristiche educative e di consumo sostenibile nell’ottica del riuso e del riciclo.