Auletta(Bologna, 16 luglio 2013) Nel 2012 in Emilia-Romagna sono stati attivati 10.448 tirocini, di cui 5.430 (52%) rivolti a donne e 5.018 a uomini, in calo netto rispetto ai 15mila del 2010 a causa della crisi ma anche delle incertezze normative. Oltre l’80% dei tirocinanti hanno un’età compresa tra i 18 ai 34 anni, con alti livelli di scolarizzazione. Per dare dunque maggiori opportunità di inserimento lavorativo in particolare ai giovani e regole più certe, la Regione ha deciso di riformare questo strumento e oggi in Assemblea abbiamo approvato a maggioranza le nuove disposizioni sui tirocini.

tirocinanteTra le novità, l’obbligo di corrispondere al tirocinante un’indennità mensile pari a 450 euro e l’introduzione di un progetto formativo individuale il cui esito sia certificato. Tre tipologie di tirocini dovranno evitare un loro uso distorto: la prima ha lo scopo di agevolare le scelte professionali e l’occupabilità dei giovani attraverso una formazione a diretto contatto con il mondo del lavoro; la seconda riguarda i tirocini di inserimento o di reinserimento al lavoro rivolti a disoccupati, persone in mobilità e lavoratori in cassa integrazione; la terza tipologia è dedicata a persone con disabilità o in percorsi di protezione sociale. Obiettivo prioritario della riforma è promuovere la qualificazione del tirocinio e dunque la rispondenza del percorso individuale agli obiettivi formativi del sistema regionale delle qualifiche, impedendo ad esempio che il tirocinante venga impiegato in attività non coerenti.