(Reggio Emilia, 15 aprile 2013) Si è tenuto presso la Casa Aperta Ceis un importante incontro di riflessione attorno al progetto di legge regionale contro il gioco d’azzardo, primo firmatario il collega Beppe Pagani, un’iniziativa che parte da un dato allarmante: in Emilia-Romagna per il gioco si spendono 1.442 euro pro-capite all’anno. Ne abbiamo parlato con il Sindaco Graziano Delrio, il presidente del Papa Giovanni XXIII Matteo Iori, il deputato PD Maino Marchi, il capogruppo PD in Regione Marco Monari, l’assessore Carlo Lusenti e Antonio Lanzoni, direttore dei programmi terapeutici del Ceis.

Con la nuova legge – che è stata firmata da tutti i capogruppo della maggioranza e sarà portata in approvazione entro l’estate – la Regione intende introdurre campagne di sensibilizzazione dei minori, distanze minime tra luoghi definiti “sensibili” e le sale da gioco, obbligo di corsi di formazione per gli operatori delle sale e la creazione del marchio “Slot-FreE-R” per gli esercenti virtuosi; oltre a tavoli di progettazione condivisa tra Asl, enti locali, istituzioni scolastiche e organizzazioni del Terzo settore. Il gioco d’azzardo è in crescita in tutto il Paese, sintomo di un disagio forte e assieme fonte di gravi problemi sociali, eppure non c’è a livello nazionale un adeguato quadro normativo di contrasto. Si è accertato che sono soprattutto le donne a rivolgersi ai centri di assistenza per avere informazioni e aiuto per loro familiari dipendenti dal gioco spesso in forme patologiche, a conferma di un ruolo di mediazione e di presa in carico sociale che svolgono a ogni livello.