(Bologna, 25 gennaio 2013) Promosso dalla Regione e dalla Garante delle persone private della libertà, Desi Bruno, si è tenuto nella sede dell’Assemblea un confronto pubblico sul tema del “sovraffollamento carcerario… amnistia e indulto?”. Dopo fiumi di parole e moniti autorevoli come quelli del Presidente Napolitano, dopo la condanna della Corte Europea per una situazione indegna di un Paese civile, è ora di passare ai fatti. Fatti che non sono misure di clemenza per loro stessa natura residuali, ma interventi strutturali che rendano il sistema carcerario sostenibile per i detenuti, integrato nel più ampio sistema della Giustizia italiana, utile e compatibile con le esigenze di sicurezza sociale.

Le soluzioni, attuabili velocemente se c’è volontà politica, sono pronte da tempo. Il PD le ha sollecitate in Regione con un atto di indirizzo da me proposto e approvato all’unanimità lo scorso anno, che parte da un dato drammatico anche in Emilia-Romagna: un sovraffollamento del 170% circa, dato da 13 carceri, 2.394 posti, 4.089 reclusi. Presentate in Parlamento e lanciate in convegni nazionali dal responsabile giustizia del Partito Democratico, Andrea Orlando, si tratta di misure che incentrano il sistema sulla funzione di recupero della pena, che introducono misure restrittive alternative al carcere più consone a diversi tipi di marginalità sociale, che investono risorse dove si deve e cioè in un Piano Carceri che ristabilisca condizioni di vita dignitose per le donne e gli uomini detenuti e per lo stesso lavoro degli agenti penitenziari.