(Bologna, 20 novembre 2012) Sono 2.496 le donne che si sono rivolte, dal 1° gennaio al 31 ottobre 2012, a un centro antiviolenza dell’Emilia-Romagna. In aumento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, così come in aumento sono le richieste di soggiorno in case rifugio per sottrarsi a situazioni di pericolo: 86 donne e 68 bambini nel 2011, 121 e 124 rispettivamente nel 2012. Da un lato c’è una positiva emersione del fenomeno, dall’altro però crescono da parte degli uomini comportamenti particolarmente violenti che possono arrivare all’omicidio. 17 i femicidi nel 2011 e 15 tra gennaio e ottobre 2012, solo in Emilia-Romagna. In oltre l’80% dei casi la violenza è compiuta da un partner o ex partner. Tra l’inizio della violenza e la richiesta di aiuto passano in media sette anni, anche se i dati indicano una progressiva diminuzione.

Questi in sintesi i dati raccolti dal Coordinamento regionale dei Centri antiviolenza grazie alla ricerca curata da Giuditta Creazzo, e presentati oggi in una conferenza stampa a cui ho preso parte, indetta dall’assessore alle politiche sociali Teresa Marzocchi in vista della Giornata internazionale del 25 novembre. Assemblea e Giunta, insieme, affrontano questa emergenza puntando sulla massima integrazione tra istituzioni, privato sociale, servizi sul territorio e investendo sulla prevenzione. Oltre che sostenendo i Centri, che rappresentano un presidio territoriale ineludibile sia per la presa in carico che per la sensibilizzazione culturale.

Compie un anno l’attività di “Liberiamoci dalla violenza”, il Centro gestito dall’Azienda Usl di Modena che rappresenta l’unica struttura pubblica che si occupa di recuperare gli uomini autori di maltrattamenti. E’ stato contattato sinora da 90 persone, e attualmente, ha in trattamento 18 uomini, di cui 3 stranieri, di diversa estrazione sociale. Ospiteremo questa importante esperienza anche nel convegno promosso dalla Commissione per la Parità, dal titolo “La violenza contro le donne non è più un punto di vista”, in programma venerdì 23 novembre nella sede dell’Assemblea a Bologna. Una riflessione allargata ai tanti attori coinvolti nel problema della violenza alle donne: dalle Forze dell’ordine, alla Magistratura, agli enti locali e agli operatori sociali e sanitari; tenendo ben fermo che siamo di fronte a una questione che riguarda l’intera società e che deve essere affrontata attraverso un’alleanza forte con gli uomini, sul piano operativo e culturale.