(Bologna, 16 novembre 2012) Oggi in Commissione Parità abbiamo sentito e discusso un’informativa dell’assessore regionale Massimo Mezzetti sulle politiche dello sport, che si è conclusa con il mandato unanime conferitomi di presentare una risoluzione in Assemblea che rafforzi anche in questo ambito la parità di genere.

Mezzetti ha sottolineato le difficoltà nel dare concreta attuazione alla legge regionale sullo sport a causa della carenza di risorse, tanto che i fondi a disposizione per finanziare le attività ammontano a meno di 300.000 euro. L’assessorato è impegnato a contrastare le discriminazioni di genere nella pratica sportiva, con particolare attenzione alle popolazioni immigrate. Tra i dati forniti, che divergono da quelli delle federazioni sportive, risulta che la pratica motoria in questa regione è svolta per il 69% da persone non iscritte ad alcuna federazione (di cui il 59% fa sport individuale, il 28% iscrivendosi a corsi). Evidente poi il deficit di rappresentanza femminile al vertice delle istituzioni sportive: nel Cio (Comitato olimpico) sono presenti solo 19 donne su 112 membri, in ben 20 delle 52 federazioni italiane non c’è una sola donna nei comitati esecutivi.

Diversi i temi su cui impegneremo la Giunta regionale: pari opportunità nell’accesso agli impianti sportivi; pratica motoria da incentivare come forma di prevenzione e cura delle malattie; progettualità da sviluppare nei confronti delle scuole e finalizzate alle donne immigrate; contrasto agli stereotipi di genere, alla misoginia e sessuofobia che continua a verificarsi in molte discipline sportive. Per affrontarli al meglio, ho proposto l’adesione alla Carta europea dei diritti delle donne nello sport e la collaborazione con Paola Lanzon, coordinatrice Donne Uisp nazionale, che per prima ha sottolineato la necessità di un impegno nel contrasto alla discriminazione di genere nello sport. Infine, abbiamo deciso di inserire nella risoluzione il potenziamento dell’attività svolta dall’Osservatorio regionale dello sport al fine di approfondire la partecipazione delle donne e delle bambine, la promozione di una più equa e paritaria rappresentanza negli organismi dirigenti sportivi, il contrasto agli stereotipi e alla discriminazione anche attraverso una maggiore  – e corretta – copertura mediatica delle attività sportive agonistiche e amatoriali femminili.