(Bologna, 9 novembre 2012) Il ciclo di 13 incontri della Commissione Parità con i centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna e LDV di Modena ci consegna una conoscenza approfondita e suggerimenti preziosi per il nostro lavoro legislativo. Mi sembra doveroso trarre qui alcuni esiti generali. Come prima cosa, tutti i nostri Centri, a fronte di un aumento costante delle domande di aiuto da parte delle donne, risentono del pesante calo di risorse sul welfare locale e dell’azzeramento del fondo nazionale a loro destinato, istituito dal Governo Prodi e poi purtroppo smantellato. La carenza e, soprattutto, l’incertezza dei finanziamenti, si ripercuote infatti sulla programmazione delle attività rendendo quanto mai difficile sia la presa in carico di casi particolarmente gravi, sia la realizzazione di progetti di medio periodo rivolti alla prevenzione. Al di là del loro impegno diretto – per gran parte volontario – le operatrici dei Centri dichiarano la necessità di un rafforzamento dei servizi socio-sanitari territoriali, a cui debbono orientare e affidare molte vittime di violenza.

Altri temi, ricorrenti, su cui la Commissione è stata chiamata a impegnarsi sono in sintesi: la formazione adeguata di tutti gli operatori che entrano in contatto con la violenza alle donne, il potenziamento delle reti e collaborazioni territoriali, l’orientamento al lavoro indispensabile per l’autonomia femminile, l’educazione nelle scuole, la sensibilizzazione e partecipazione sociale a loro volta necessarie a intercettare e prevenire la violenza di genere. Dal confronto della Commissione con i Centri è emersa potente l’esigenza di “fare rete”, sviluppando una piena assunzione di responsabilità delle istituzioni pubbliche al pari dei soggetti sociali. Sono pertanto considerati strumenti preziosi, da aggiornare ed estendere, i Protocolli locali di intesa tra Comuni, Province, Prefetture, Procure, Forze dell’Ordine, ASL e Aziende ospedaliere, Uffici scolastici, Ordini professionali, centri di formazione, centri anti-violenza e altre associazioni di promozione sociale; in particolare perché tali intese impegnano ognuno dei soggetti coinvolti a far convergere le rispettive competenze e risorse sul comune obiettivo della prevenzione, perseguito con modalità concordate.

Ringrazio di cuore tutte le responsabili e operatrici dei Centri che ci hanno accolto, per il lavoro volontario che svolgono ogni giorno tra mille difficoltà, per il contributo che hanno dato e daranno al progetto di legge regionale che presenteremo in materia di parità, tutela dei diritti delle donne e contro ogni discriminazione.