(Reggio Emilia, 18 e 19 maggio 2012) Nell’ambito del ricco programma del Festival “Noi contro le mafie 2012″ ho partecipato a due iniziative, piene di spunti per riflettere e per agire in nome della legalità. Venerdì, nella Sala del Consiglio Provinciale, la tavola rotonda “Mafia a Reggio? La parola ai giovani” ha sollecitato le istituzioni ad affrontare i fenomeni più nascosti, quasi invisibili, della criminalità organizzata presente nella nostra provincia e ha sottolineato al tempo stesso la necessità di non delegare tutto agli altri ma di capire cosa ognuno di noi può fare quotidianamente contro le mafie. Ha coordinato l’incontro Elia Minari del Giornalino studentesco Cortocircuito e dei “Giovani a Reggio Emilia contro le mafie”, insieme a Riccardo Pelli, Marta Filippini, Gabriele Manici e Marta Bergianti. Hanno partecipato anche giovani scout e ragazzi dell’associazione Antimafia Libera. La proiezione di diversi cortometraggi, interviste e video di Cortocircuito hanno intervallato il confronto e i nostri interventi, tra gli altri dell’Assessore Ilenia Malavasi, dell’On. Maino Marchi, membro della Commissione Antimafia della Camera, di Antonio Nicaso, uno dei massimi esperti internazionali di ‘ndrangheta e di Enrico Bini, Presidente della Camera di Commercio di Reggio Emilia.

Sabato 19 maggio il convegno “Mafia e colonizzazione del Nord” si è aperto con un minuto di silenzio. In un Auditorium Malaguzzi davvero gremito di studenti, tutti eravamo in piedi con il pensiero rivolto a Melissa e alle vittime dell’inaudito attentato di Brindisi. Il dibattito che è seguito ha rappresentato per tutti i presenti un modo di reagire e riaffermare non solo il primato della legalità contro la criminalità organizzata, ma prima ancora della vita sulla morte, della pace e della giustizia sulla barbarie.

La testimonianza del procuratore aggiunto a Palermo ed ex componente del pool antimafia Ignazio De Francisci ha fatto rivivere le straordinarie personalità di Falcone e Borsellino, il loro sacrificio ed insegnamento, più che mai necessario dopo vent’anni. Nicaso ci ha ricordato come i soldi della droga siano entrati nel circolo dell’economia legale e gli investimenti delle mafie siano tentacolari e diffusi. Anche Nicola Gratteri, procuratore aggiunto a Reggio Calabria, ci ha fatto presente la forza delle mafie al Nord. Per vincere la guerra contro di loro occorre un netto cambiamento culturale e politico nazionale, misure concrete che impediscano le infiltrazioni negli appalti per le opere pubbliche, una società unità che sbarri la strada all’illegalità.