(15 aprile 2012) Di fronte alle volgarità di Daniela Santanchè sulla figura di Nilde Iotti, ho avuto una strana reazione. In un periodo in cui i mediocri ululano alla luna per lasciare una traccia che segni il loro incolore passaggio nel mondo presente, ho sentito la necessità di rileggermi i discorsi parlamentari della Signora della politica italiana. Nilde Iotti è già nella storia del Parlamento italiano come prima donna eletta Presidente della Camera dei Deputati e rimasta per più lungo tempo alla guida dell’Assemblea. Una guida forte, autorevole e rigorosa. Una reggiana che ha contribuito a fare la Costituzione, la storia della Repubblica e dei diritti a favore delle donne.

Le donne ottennero e poterono esercitare il diritto di voto solo a partire dalle elezioni del 2 giugno 1946 e l’elezione di Nilde Iotti il 20 giugno 1979 a Presidente dei due rami del Parlamento fu il segno di un processo di rapido avanzamento delle donne nella vita sociale e istituzionale della democrazia italiana. Processo che ha subito battute di arresto ed è ancora in corso, ancora lontano dal concludersi. Il Presidente Napolitano per descrivere Nilde Iotti ha usato parole illuminanti e dense di significato ritenendola una “grande figura politica dell’Italia repubblicana, grande punto di riferimento per gli ideali e per le conquiste delle donne, sempre persona, sempre donna, umanamente libera e ricca”. Un esempio di volontà e merito che ritengo possa ispirare ancora oggi le ragazze che, contrastando il pensiero fuorviante dell’antipolitica, colgano la straordinaria importanza di impegnarsi per la cosa pubblica, sacrificando un po’ di sé per favorire l’avanzamento di tutta la società. Il senso della politica e la voglia di fare politica deve coniugarsi con la consapevolezza della complessità che ci circonda e la percezione dell’utilità del proprio impegno.

Il valore dell’impegno di Nilde Iotti la storia lo ha certificato per facta concludentia. Sull’utilità dell’impegno della coppia Santanchè/Minetti ci si dovrà interrogare ancora per molto tempo e credo … non se ne verrà mai a capo!