(Cavriago, 28 ottobre 2011) In Italia 3 milioni di donne sono affette da endometriosi e si tratta di un dato sottostimato. Circa il 14% di ricoveri ospedalieri per patologie femminili sono riconducibili all’endometriosi, 54 milioni di euro annui sono i costi stimati di ospedalizzazione. Nonostante i numeri e l’impatto che produce sulla vita di tante donne giovani e meno giovani, tale patologia – associata a dolore pelvico cronico e infertilità – non sempre, ancora oggi, viene diagnosticata e riconosciuta come tale.

Grazie all’associazione A.P.E. si stanno facendo passi avanti, ma il cammino per sostenere la conoscenza, la cura e l’assistenza è ancora lungo e deve farsene carico il Servizio Sanitario, così come ho chiesto recentemente con una Risoluzione approvata in Assemblea regionale. Di tutto questo abbiamo parlato l’altra sera con l’assessore Sonia Borrelli del Comune di Cavriago, la presidente di A.P.E. onlus Marisa Di Mizio e il Dr. Giuseppe Nucera dell’ASMN di Reggio Emilia, in una iniziativa pubblica molto bella e interessante presieduta dal Prof. Giovanni La Sala.

Sia per i costi indiretti (le donne affette perdono dalle 3 alle 7 giornate lavorative al mese con una perdita di parecchi milioni di euro), sia per i costi sociali derivanti dall’infertilità, l’endometriosi è una “malattia sociale” che non può essere affrontata solo da un punto di vista ginecologico, ma richiede un approccio diagnostico-terapeutico-assistenziale multidisciplinare di vari professionisti. Per questo L’Azienda Ospedaliera Santa Maria Nuova sta creando un centro che, coinvolgendo Ginecologi, Radiologi, Chirurghi generali, Urologi, Neurologi, Psicologi, Biologi, sia in grado di offrire una risposta completa e integrata alle pazienti. E’ comunque già operativo presso l’ospedale il Laboratorio Endometriosi, (tel. 0522/296464) a cui si possono prenotare visite dedicate, dietro impegnativa del medico curante.