(Reggio Emilia, 9/9/2011) Ecco una sintesi di ciò che ho detto all’incontro con il Forum provinciale delle Donne della Provincia di Reggio Emilia, invitata a parlare del ruolo e dei compiti della nuova Commissione regionale per la promozione di condizioni di piena parità tra donne e uomini.

“La commissione regionale di parità, come qualsiasi altra commissione assembleare permanente, non ha solo potere consultivo, ma anche potere “interdittivo” rispetto a quei provvedimenti dell’esecutivo o dell’Assemblea Legislativa che, nel caso specifico, non ottemperano ai principi della parità e dell’uguaglianza secondo l’Art.51 della Costituzione e l’Art.41 dello Statuto della Regione. E’ inoltre competente ad elaborare proposte di legge per l’attuazione di politiche di genere e ad esercitare, nella piena attuazione del principio europeo di mainstreaming di genere, un controllo profondo sul rispetto di questi principi da parte delle leggi emanate dalla Regione, così come dei provvedimenti presi da Province e Comuni. Tutto ciò ovviamente nei limiti delle competenze generali delle commissioni regionali, ma sempre restando al fianco di tutti gli enti e le associazioni che si occupano di promuovere a vario titolo e con diversi ruoli la parità di genere.
Il nuovo organo è l’unico in Italia ad avere stessi poteri e composizione propri delle altre commissioni. ..

Di conseguenza, tutti i consiglieri ed in particolare i commissari, donne e uomini che la comporranno, possono essere richiamati a risponderne.
Quale relatrice della legge istitutiva della Commissione, nelle varie audizioni e nell’udienza conoscitiva plenaria finale, in cui anche il Forum Provinciale delle Donne ha dato il proprio importante contributo, ho constatato che moltissime sono le risorse sul territorio, sia dal punto di vista associativo che rappresentativo, dei progetti e delle esperienze, ma che tali risorse non sono raccordate e fanno dunque fatica ad unire la loro voce e fare massa critica su questi temi. Le reti esistenti sono importanti e incidono nel locale, ma non danno il senso della pressione più ampia e diffusa per il cambiamento dello status quo. Noi dobbiamo agire anche a questo livello, perché si potrà incidere davvero se si riuscirà ad adottare da parte della commissione un coordinamento diffuso, con una grande partecipazione e la socializzazione delle elaborazioni, delle riflessioni, dei resoconti. Un percorso che in prospettiva potrà anche mettere a disposizione risorse economiche e tecniche per lo sviluppo delle pari opportunità.
L’obiettivo è rendere il genere un ponte vero per tutte le altre forme di discriminazione: le donne, come prime discriminate della storia, si assumono la responsabilità politica, normativa ed amministrativa, di promuovere politiche di genere e di piena parità, in grande rete e sinergia col territorio e le istituzioni, facendosi carico di tutti quegli elementi che ora come ora sono solo patrimonio delle politiche sociali e sfuggono a elementi di cultura trasversale. Ecco che diventa fondamentale che anche gli uomini siano con noi, a partire dai consiglieri che comporranno la commissione regionale, diversamente da molte consulte che vengono create solo a livello femminile e che non hanno alcun potere legiferante, di controllo o interdittivo.
Sulle complesse questioni e politiche di pari opportunità la competenza non è tutta regionale, c’è anche una pesante competenza nazionale; mala Regione Emilia-Romagna cercherà di entrare in tutti gli spazi, avvalendosi della collaborazione con gli enti locali e con il terzo settore, del prezioso contributo di questo Forum per cui già da ora vi ringrazio.”