(Tenda Tricolore, 1 settembre 2011) «Come PD abbiamo votato un ordine del giorno per impegnare l’Ufficio di presidenza della Camera su tre punti che riteniamo fondamentali – ha detto il Questore della Camera dei Deputati Gabriele Albonetti nel corso del dibattito condotto dal giornalista del Carlino Paolo Patria – ovvero: calendarizzare il dimezzamento del numero dei Parlamentari, l’eliminazione dei vitalizi e l’incompatibilità tra l’attività parlamentare e la professione». Albonetti ha spiegato che una riduzione dei costi per quanto concerne la Camera è stata fatta arrivando a un risparmio del 30%, «ma l’intervento maggiore è da fare sulla struttura della macchina; infatti su un costo complessivo di 990 milioni di euro annui, solo il 15% è rappresentato dal costo dei parlamentari, il resto sono costi fissi».

Le grandi macchine statali sono l’occasione per arrivare al tema dell’efficienza. L’esempio portato da Patria sono i ticket sanitari e sul punto Marco Monari, capogruppo PD in Regione, ha sottolineato: «Su questo tema c’è purtroppo molta disinformazione. Innanzitutto i ticket sono figli della manovra del Governo nazionale di centrodestra che ha imposto una tassa aggiuntiva sulla salute. Le Regioni avevano proposto di intervenire con una tassa sulle sigarette, ma non sono state nemmeno ascoltate.La Regione Emilia-Romagna, sola assieme a Toscana e Umbria, ha reagito a quella impostazione rifiutando di applicarla indiscriminatamente e ha cercato vie di maggiore equità attraverso il criterio del reddito. Mettendo a confronto il Lazio, che ha applicato alla lettera la direttiva nazionale e l’Emilia-Romagna che l’ha modulata, si scopre che qui i cittadini a parità di fasce di reddito basse e medie spendono meno, su tutti gli esami clinici».

«La nostra Regione ha fatto molto per ridurre i costi: – ha proseguito Monari – siamo stati i soli a tagliare del 15% lo stipendio dei consiglieri, abbiamo varato il taglio dei vitalizi a partire dalla prossima legislatura. Questo attualmente non vale per altre Regioni italiane. Si dice che si può fare di più? Bene, sediamoci attorno a un tavolo parliamone. Ma mi piacerebbe che in tal senso ci fosse una omogeinizzazione tra le Regioni, non che l’Emilia-Romagna venisse lasciata sola a fare le riforme e poi la si criticasse perché “si può sempre fare di più”». Il Questore della Camera si è spinto oltre: “Il costo della politica – ha spiegato – va sicuramente parametrato al momento di difficoltà che vive il Paese ma va anche valutato in rapporto al suo valore. Davvero riteniamo che le assemblee elettive abbiano perso il loro senso, il significato di chi le ha pensate? Davvero pensiamo che la rappresentanza non serva più, che sia meglio affidarsi a un capo carismatico, piuttosto che alle varie P2, P3, P4 ? L’Italia in anni lontani, passati, ha già fatto questa esperienza e direi che ciò l’ha fatta incamminare in uno dei periodi più bui della sua storia”.