Nota stampa Gruppo PD Regione Emilia-Romagna 

La consigliera regionale di Reggio Emilia Roberta Mori ha partecipato a nome della Regione Emilia-Romagna (parte civile nel processo per le stragi naziste sull’Appennino reggiano e modenese) alla sentenza che si è chiusa martedì con sette imputati condannati al massimo della pena.

 Questa la sua dichiarazione:

 «Giustizia è fatta. Da oggi le profonde ferite inferte alle comunità locali dell’Appennino reggiano e modenese possono essere curate attraverso quel lento e faticoso processo di elaborazione del lutto che è possibile solo quando la giustizia si esprime definitivamente, definendo le responsabilità una volta per tutte, dandone un volto e un nome. Questo processo farà scuola nella giurisprudenza non solo italiana. La sentenza a cui abbiamo assistito si è spinta infatti oltre le responsabilità dei singoli, oltre quella banalità del male che dà sembianze umane anche ai carnefici più feroci, coinvolgendo gli Stati (la Germania) in questo doloroso processo di assunzione di responsabilità. Questo è il senso vero del giusto risarcimento che arriverà.

Una sentenza di grande modernità, che ha inteso accertare, con tenacia, la verità di quei terribili giorni, nonostante condizioni documentali di difficile reperibilità. A tal proposito sento di dover indirizzare un sentito ringraziamento al lavoro intenso e silenzioso dei Pubblici Ministeri, di tutti i Magistrati e gli Avvocati che hanno condotto con grande professionalità tutte le fasi di questo lungo cammino.

Assistere a questo grande abbraccio delle comunità e delle Istituzioni locali ai familiari delle vittime, è stato tanto commovente quanto liberatorio. È vero certo che i regimi totalitari – per dirlo alla Arendt – hanno scoperto senza saperlo che ci sono crimini che non si possono né punire, né perdonare, ma da oggi alle famiglie è stata data la possibilità di potersi liberare di quelle violenze, per prendersi cura finalmente della memoria delle persone care perse».