“Una vicenda che rafforza il nostro NO assoluto al nucleare, con buona pace di Filippi e del PDL”

Nonostante siano passati molti mesi dalla sua diffusione sui massmedia, ancora oggi la famosa mappa della Sogin (azienda pubblica controllata al 100% dal Ministero dell’Economia e incaricata dello smaltimento delle centrali nucleari dimesse e della gestione delle scorie), contenente i luoghi idonei a deposito per le scorie radioattive, resta un mistero insoluto.

La consigliera regionale PD Roberta Mori aveva presentato assieme ad alcuni colleghi una interrogazione alla Giunta regionale, per capire cosa ci fosse di vero in quella mappa e, in particolare, nell’ipotesi di collocare addirittura più depositi nelle zone della nostra dorsale appenninica. Un’ipotesi considerata comunque assurda dagli esponenti PD per la mancanza dei minimi criteri di spazio e sicurezza, nonché per lo spregio ad aree di grande importanza naturalistica. La risposta dell’Assessore regionale alle attività produttive, Gian Carlo Muzzarelli, arriva oggi a mettere alcuni punti fermi sulla questione.

“Per prima cosa – spiega dunque la Mori – quella mappa della Sogin è solo una bufala fino a quando non è operativa l’Agenzia nazionale per la sicurezza, non si sono svolte le valutazioni di impatto ambientale e non è predisposto il programma strategico sul nucleare previsto dal decreto governativo. Parliamo di una bozza preliminare su cui le Regioni non sono mai state coinvolte, a conferma di una prassi del governo che esclude o scavalca i territori su decisioni vitali come tutte quelle che riguardano il nucleare. Il che rafforza la contrarietà al nucleare già espressa dalla Regione.”

“Inoltre, è inutile che il consigliere PDL Fabio Filippi avanzi proposte pro nucleari nel nostro territorio come ha fatto anche a Novellara, – sottolinea la consigliera – la Giunta regionale esclude in partenza la trasformazione in impianto o deposito radioattivo di qualunque area del nostro Appennino, che è polmone verde dell’Emilia-Romagna, terra di elezione della green economy e meta turistica da valorizzare.”

“Il NO al nucleare ed a qualsiasi trattamento di scorie radioattive non è frutto di un approccio ideologico – conclude Roberta Mori – ma della consapevolezza che le energie alternative possono cambiare in meglio il volto del pianeta e garantire il futuro dell’umanità. L’immane tragedia che ha colpito il Giappone è un monito da non sottovalutare, come stanno dimostrando i Paesi europei. Tutti, eccetto il nostro.”

Bologna, 16 marzo 2011